CICLI SUPERIORI O INFERIORI?…mmm…

Salve :-),
La mia tecnica di trading si basa sopratutto sull’analisi ciclica,quindi attraverso indicatori ed oscillatori macroeconomici messi a disposizione dalla piattaforma di trading,stabilisco i punti di ingresso e di uscita delle mie operazioni considerando sopratutto la variabile tempo che mi permette di intercettare graficamente i cicli.
Il bello dei cicli è che posso adattare il trading alla mia giornata, cioè, in base al tempo a disposizione posso decidere se tradare cicli inferiori o superiori. In giornate in cui posso dedicare pochissimo tempo al trading, faccio un po di scalping, eseguendo operazioni veloci su cicli piccolissimi intercettati anche su time-frame ad 1min; al contrario in giornate in cui posso dedicare molto tempo posso eseguire operazioni meno veloci tradando cicli giornalieri o quarti di ciclo giornalieri,rispettivamente su time-frame orario e a 15min; altre giornate in cui non ho voglia di stare al monitor di fronte ai grafici, trado cicli superiori su time-frame a 4h o 1h, avvolte impostando anche ordini pendenti con stop-loss e take profit predefiniti.
 
Questi giorni avevo poca voglia di stare davanti al monitor e quindi ho aperto due operazioni di acquisto sui cross eur-usd e usd-jpy.
Le ragioni dell’entry per entrambe le operazioni sono state simili e cioè su entrambi i cross gli indicatori mi segnalavano la partenza di un 2° ciclo,  ciclo statisticamente orientato  al rialzo, infatti in questa occasione ho sfruttato questo vantaggio statistico e ho chiuso entrambe le operazioni in gain. 
 
  • USD-JPY ( dollaro USA Vs yen giapponese ) – 4h – 
      2° ciclo settimanale
 
  • EUR-USD – 1h – 2° ciclo giornaliero
 
Ciao 🙂

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LE PRINCIPALI VALUTE: L’ EURO

Dal graficopossiamo osservare l’andamento storico dell’euro nei confronti del dollaro statunitense nell’ultimo decennio  e vediamo che in tale intervallo di tempo il massimo storico è di 1.50 circa  a cavallo tra il 2008 e il 2009, infatti si verifica un forte apprezzamento dell’euro in seguito allo scandalo finanziario dei mutui subprime negli USA , nel 2002 invece si verifica un forte deprezzamento portando il tasso di cambio al minimo storico di circa 0,85. Notiamo che nel corso dell’ultimo decennio l’euro si sia apprezzato pesantemente nei confronti del dollaro americano,tracciando cosi un evidente trend rialzista,ciò lo possiamo notare anche dalla fig.10. Questa ultima osservazione rappresenta, probabilmente una delle motivazione che ha portato molti economisti ad affermare che l’euro possa,in un prossimo futuro,sostituire il dollaro americano come valuta di riserva.

L’Euro ha esordito nei mercati finanziari nel 1999 come moneta scambiata solo elettronicamente poi ha gradualmente sostituito le monete locali fino al 2002 quando è diventata la moneta  dei paesi europei aderenti all’ Unione monetaria europea, dalla fig.11 possiamo osservare che dal 2002 si è avviato un trend positivo,portando ad un continuo apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. Infatti,dopo un inizio difficile in cui l’Euro era scivolato velocemente contro il Dollaro, la moneta unica si è ripresa e può ora ambire a scalzare l’egemonia del Dollaro americano nei mercati mondiali.  Nei suoi primi 10 anni di vita quindi è stato un successo ma, essendo una moneta relativamente nuova, deve ancora provare di avere un’economia forte in tempi di crisi. Per questo motivo ci sono alcuni fattori da considerare che rendono la moneta unica potenzialmente rischiosa.

L’introduzione della moneta unica ha avuto principalmente due scopi:

  1. Facilitare il commercio tra gli stati membri
  2. Consolidare e aumentare l’importanza economica dell’area euro nel mondo,   creando un’entità che avesse più potere di negoziazione rispetto ai singoli stati troppo piccoli e carenti di risorse per poter competere con il resto del mondo in modo indipendente.

I successi dell’economia europea grazie all’euro possono essere riassunti qui di seguito:

  1. Nei primi anni di vita l’Euro ha mostrato stabilità ed ha permesso all’Europa di attrarre maggiori investimenti esteri che prima confluivano in maggioranza negli Stati Uniti.
  2. Le transazioni sono aumentate all’interno dell’area Euro
  3. L’inflazione è rimasta sotto controllo
  4. Ha permesso alle imprese di azzerare il rischio derivante dalle fluttuazioni delle valute operando all’interno di Eurolandia

La crescita dell’Euro e il contemporaneo declino del Dollaro fino al 2009 ha accesso un processo di diversificazione da parte delle banche centrali delle riserve di monete che detengono.  Aumentano anche i sostenitori della tesi che il Dollaro è diventato troppo instabile per ricoprire quel ruolo e l’Euro costituirebbe il sostituto naturale.

Tuttavia non è un passaggio che si farà da un giorno all’altro quindi il Dollaro conserverà il suo ruolo dominante sicuramente ancora per qualche anno come minimo.  I rischi di tale valuta sono legati al fatto che l’Euro costituisce un’unione monetaria tra paesi politicamente, culturalmente ed economicamente molto diversi. In caso di crisi queste differenze potrebbero sorgere ed ostacolare o rallentare una soluzione. .
Inoltre c’è un rischio molto serio legato alla centralità e rigidità della politica monetaria. Infatti dal momento che la Banca centrale Europea stabilisce un unico livello dei tassi per tutti gli stati membri, viene negata ai singoli paesi la possibilità di utilizzare questo espediente per stimolare o calmare l’economia locale. Questo non è un problema fino a quando un paese dell’Unione si trova in difficoltà e dovrebbe alzare i tassi di interesse mentre gli altri Stati hanno economie che necessitano di un aumento dei tassi.
Praticamente annullando gli strumenti di politica monetaria rimangono solo quelli di politica fiscale (aumentare/diminuire le tasse o la spesa pubblica) che tuttavia hanno un impatto meno diretto sui mercati e sono soggetti ad altre limitazioni.
 Un primo test della stabilità dell’economia dell’Euro è avvenuto nell’ Aprile 2010  del debito pubblico greco. La Grecia avrebbe idealmente bisogno di usare tutti gli strumenti di politica monetaria e fiscale per risolvere il problema e forse non basterebbero neanche. Le soluzioni sembrano o quella di uscire dall’Euro oppure un aiuto dagli altri Stati membri.
Tuttavia un bailout  potrebbe non essere sufficiente, inoltre l’Europa potrebbe dover affrontare a breve problemi simili anche con altri paesi come Spagna e Portogallo.

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