IL 3° CICLO GIORNALIERO – EUR-JPY –

Salve:-),

Oggi pomeriggio ho effettuato un pò di scalping sul cross eur-usd e poi ho aperto due operazioni di vendita con prospettive temporali più lunghe rispetto alle operazioni veloci di scalping, adeguando di conseguenza target e stop-loss. Infatti quando faccio scalping le operazioni durano pochissimo e prevedono 3-4-5 pips di gain o di loss, mentre con operazioni di durata maggiore i pips sono maggiori ma la leva risulta molto più bassa, nel rispetto del mio money management.

In questo post descriverò solo le  due operazioni di vendita aperte sul cross eur-jpy. 
Entrambi i segnali sono scattati sui cicli inferiori rispetto a quello giornaliero, che in questo caso corrisponde al 3° ciclo giornaliero.
La mia prospettiva sul cross era ribassista perchè il ciclo giornaliero precedente, cioè il secondo, aveva mostrato debolezza visto la rottura del minimo di partenza.

I due segnali short sono entrati a mercato nel primo pomeriggio con target il minimo di partenza del ciclo giornaliero in atto. Parte delle due operazioni sono state chiuse su target intermedi determinati da livelli di cicli inferiori, e successivamente lo stop-loss è stato spostato sull’entry cosi da annullare il rischio di perdita.


Ciao 🙂



LA TERZA PARTE DI UN CICLO GIORNALIERO

Salve:-),
In questa settimana i cross eur-usd e eur-jpy hanno mostrato una forte correlazione dal punto di vista ciclico, infatti entrambi hanno mostrato un trend ribassista, soprattutto nella giornata di ieri perchè è stata rilasciata una sfilza di dati macro europei negativi. 

Fonte dati macro http://www.forexfactory.com/calendar.php

Oggi su entrambi i cross ci troviamo sul 4° ciclo giornaliero e quindi prediligerò i sell, infatti ho aperto una posizione di vendita sul cross eur-jpy.
Questa operazione è stata aperta sul massimo del terzo quarto del ciclo giornaliero con target il minimo di partenza del ciclo giornaliero. In pratica, oggi ci troviamo nel 4° ciclo giornaliero, l’ho diviso per quattro (quarti di ciclo giornaliero), e attraverso i cicli inferiori ho aperto un sell sul massimo del terzo quarto.



Nel resto della giornata attenderò altri segnali short scartando a priori i long per rispettare il trend in atto.

Ciao 🙂

SELL SU EUR-JPY

Salve :-),
Sta notte è entrato a mercato un ordine pendente di vendita sul cross eur-jpy su break-out del minimo del mezzo ciclo giornaliero.
Ho deciso di impostare questo ordine pendente perchè sta notte era previsto il rilascio dei tassi d’interesse da parte della Bank of Japan (lasciati invariati allo 0,10%) con la prospettiva di una elevata volatilità a favore dello yen e quindi discesa del relativo cross.

Aprendo una piccola parentesi macroeconomica, il Giappone ha un’economia basata principalmente sulle esportazioni, ragion per cui uno yen poco costoso rispetto alle valute internazionali, favorisce le vendite dei prodotti giapponesi all’estero perchè appunto meno costosi.
Questo è il principale compito della Boj, cioè quello di intervenire sul mercato valutario a favore dello yen, nei momenti in cui dovesse apprezzarsi in maniera eccessiva contro le principali valute estere , come il dollaro USA e l’euro.

Ritornando all’operazione sell sul cross, ho deciso di chiudere l’operazione nel punto di intersezione tra la trend-line che sorreggeva il ciclo a 4 giorni e la trend-line che segnava il supporto del minimo del ciclo giornaliero in atto e cioè il terzo (cerchio 5).


Ciao 🙂

EUR/USD Vs EUR/JPY LA CONTINUA

Salve :-),
Sta mattina ho pubblicato un post (clicca qui) in cui ho riportato due operazioni di acquisto aperte sul cross eur-usd e eur-jpy evidenziando una stretta correlazione tra le due coppie di valute.
Oltre ad evidenziare la correlazione ho scritto anche che sta mattina, per entrambi i cross, il trend molto probabilmente sarebbe stato al rialzo perchè attendevo la ripartenza del 2° ciclo giornaliero, e in base a questa analisi attendevo segnali buy.
I segnali buy sono arrivati , su entrambi i cross, nuovamente sul time-frame ad 1 min sulla ripartenza di un 2° sessantaquattresimo di ciclo giornaliero, al taglio delle 2 medie mobili e al superamento dello zero da parte dell’oscillatore ciclico. 
Entrambi i buy avevano stop strettissimi, dell’ordine di 5-6 pips, con target il massimo del ciclo giornaliero precedente, per il cross eur-usd il massimo era in zona punti di pivot.

Questi sono le 2 immagini dei cross valutari su time-frame orario per avere una prospettiva più larga, cosi da poter vedere meglio il massimo del ciclo giornaliero precedente.

EUR/USD

EUR/JPY
In questa immagine invece vediamo sul time-frame ad un minuto i segnali di ingresso.


Ciao:-)

EUR/USD Vs EUR/JPY

Salve :-),
Bella correlazione tra i 2 cross, viaggiano a ritmo,infatti in mattinata, intorno alle 10:00 entrambi hanno dato una bella spinta rialzista che collimava con la ripartenza del 2°sessantaquattresimo del ciclo giornaliero, dove con molta probabilità corrisponde anche la partenza del 2° ciclo giornaliero, ma per avere la conferma di ciò dovremmo attendere il proseguo delle contrattazioni giornaliere.
Per adesso  noi,un pò di fieno in cascina l’abbiamo messo, poi se la giornata darà altri spunti al rialzo saremo pronti a prenderli con la consapevolezza di avere un buon vantaggio statistico e no la “certezza”, perchè ahimè di sicuro nella vita c’è solo la……….???…..capito?:-)


….CONTINUA….

Ciao:-)

CICLI EURO-YEN GIAPPONESE

Salve :-),
In questi ultimi giorni ho seguito anche il cross euro-yen perchè ho notato una stretta correlazione con il cross euro-dollaro, difatti sta mattina ho seguito la stessa analisi ciclica  per entrambi e cioè mi trovavo nel 3° ciclo giornaliero  e quindi attendevo segnali short. 

Questa sono state le operazioni di vendita aperte sui due cross.



Analizziamo in dettaglio le due operazioni di vendita sul cross euro-yen:



  • Il 1° sell è stato aperto sul break-out del minimo di partenza del terzo ciclo giornaliero preso su ri-test del prezzo sulla resistenza. Lo stop-loss inizialmente è stato messo sul max del ciclo giornaliero e successivamente è stato spostato sul prezzo di apertura quando è entrato il secondo sell, cosi da annullare il rischio.Inoltre, sempre sull’entry è stato chiuso il 70% dell’operazione.  
  • Il 2° sell è stato aperto sul break-out del minimo di partenza del ciclo superiore a quello giornaliero  e cioè quello a quattro giorni (settimanale).

Entrambe le operazioni sono state chiuse interamente sul minimo precedente di giornata.


Ciao:-)


    DERIVATI? …


    In questo post parlarò di una tipologia di strumenti finanziari di cui probabilmente molti di voi avranno già sentito parlare, soprattutto per la faccenda del Monte dei Paschi di Siena. Partiamo dalla definizione, poi vedremo le forme tecniche più importanti e infine vedremo il loro utilizzo.

    I derivati sono strumenti finanziari connessi alla negoziazione e quindi al prezzo di un’attività sottostante di varia natura:
    – reale ( merci, materie prime….)
    – finanziaria ( azioni,obbligazioni,valute,indici)
    – esotici (variabili climatiche, tassi d’inflazione, statistiche          economiche-finanziarie, tariffe di trasporto e chi ne ha più ne metta)
    – altro ( tassi d’interesse, rischio di credito…)
     
    Come avete visto ci sono tantissime tipologie di derivati che hanno come sottostante di tutto…non puoi comprare un’azione? comprati un derivato…non puoi comprarti materialmente l’oro? comprati il derivato….non puoi comprarti una cosa tangibile? comprati la sua versione “virtuale” e cioè un derivato….:-)
     
    Ritorniamo ad essere seri e vediamo quali sono le 3 forme tecniche :
     
     
    1. Forward: sono dei contratti a termine in cui le parti si scambiano una determinata attività ad una data futura e a un prezzo prefissato al momento della stipula. A seconda che siano negoziati o sui mercati regolamentati o su mercati non regolamentati (OTC-over the counter), si distinguono rispettivamente in Future e Forward rate agreement.
    2. Swap: sono dei contratti in cui le parti si impegnano a scambiarsi periodicamente delle somme di denaro, calcolate applicando al capitale nozionale (capitale “virtuale” di riferimento) , due diversi parametri riferiti a due diverse variabili del mercato.
    3. Opzioni: sono dei contratti in cui un operatore acquisisce da un alto operatore la “facoltà” ma non l’obbligo di acquistare (call) o di vendere (put) una determinata attività, ad un prezzo predefinito,ad una data di scadenza prefissata, pagando un prezzo stabilito contrattualmente (premio).
    Dopo aver visto le forme tecniche in cui possono presentarsi i derivati, vediamo come vengono utilizzati dai diversi operatori di mercato.
     
    I derivati sono nati con lo scopo principale di fornire una forma di assicurazione, ovvero per garantire una forma di copertura per una perdita derivante dai diversi rischi economici e finanziari.
    Vi faccio un esempio per capire meglio, vedendo la copertura di un rischio di cambio, cioè il rischio derivante dall’ oscillazione delle valute.
    Supponiamo un’azienda italiana che esporta i propri beni in USA, quindi le vendite in USA saranno in dollari mentre i profitti che incasserà l’azienda saranno in euro. L’obiettivo dell’azienda sarà quello di evitare che l’euro si apprezzi eccessivamente nei confronti del dollaro perchè ciò porterebbe, nella conversione da dollari a euro, ad avere una quantità minore di € quindi profitti minori.
     L’azienda esportatrice per coprirsi da questo rischio potrà ricorrere a un derivato valutario, e cioè in questo caso aprirà un’operazione buy  sul cambio €/,$ senza acquistare materialmente la valuta. 
     I derivati oggi vengono utilizzati poco per attuare strategie di copertura ma vengono utilizzate sopratutto per  finalità  speculative, e cioè con lo scopo di realizzare un profitto nel breve termine dalle variazioni dei prezzi in base a precise aspettative ribassiste o rialziste (quello che faccio io:)).
     Ad oggi si stima che i derivati usati come forma di copertura siano il 10%, la restante parte invece viene utilizzata per finalità speculative…giusto o sbagliato?….
     
    ciao:-)
     
     P.S. cliccando qui trovate il post precedente che parla di derivati
     
     
     
     
     
     

    VENDIAMO LA FINE DEL CICLO GIORNALIERO

    Salve:-),

    Oggi secondo la mia analisi ciclica eravamo nel 1° ciclo giornaliero e precisamente nella sua parte finale, dove statisticamente prevalgono le forze ribassiste, quindi in relazione a questa aspettativa ero alla ricerca di short.

    Ho aperto 3 posizioni di vendita con buona probabilità di successo sul 4° quarto giornaliero, ovvero nella quarta parte di un ciclo giornaliero.



    Il 1° sell è stato aperto sotto i punti di pivot con stop-loss sul max precedente,con la prospettiva di un rimbalzo con conseguente discesa del prezzo almeno fino al minimo di partenza del 4° quarto giornaliero. Il 70% della posizione è stata chiusa sul minimo di partenza e la parte residua sui pivot inferiori.

    Il 2° sell è stato aperto su segnale scattato sui sotto-cicli inferiori e precisamente nella terza parte del 4° quarto giornaliero. Profit sui pivot inferiori.

    Il 3° sell è stato aperto su break-out del minimo di partenza del 4° quarto del ciclo giornaliero.Profit sui pivot inferiori.

    Per oggi può bastare cosi!….aspettiamo la ripartenza del 2°ciclo giornaliero con la probabilità che il segnale possa scattare entro sta sera, e solo in quel caso potrò aprire un’operazione di acquisto che potrebbe andare overnight…

    Ciao 🙂



    LE PRINCIPALI VALUTE: LA STERLINA INGLESE

    Nel grafico(fig. 12) osserviamo l’andamento della sterlina britannica nel corso dell’ultimo decennio e risulta evidente come il valore del tasso di cambio oscilla all’interno di un range, più precisamente da 2.00 a 1.50 circa, e quindi non presenta un trend ben definito.

    Nel 2003 l’Inghilterra ha deciso di non entrare nell’Unione Monetaria Europea (EMU), decidendo quindi di non adottare l’Euro. La decisione di mantenere la Sterlina inglese è ancora oggi argomento di dibattito, ma il governo inglese ha stilato un elenco di 5 prove che l’Euro deve superare prima che venga considerato:

    1. Esiste una sufficiente convergenza tra l’economia inglese e gli altri stati membri dell’EMU tale che i cittadini inglesi possano vivere comodamente con i tassi di interesse fissati dalla Banca centrale Europea?
    2. L’Euro garantisce sufficiente flessibilità di fronte a cambiamenti economici?
    3. Adottando la moneta unica le imprese sarebbero incentivate ad investire nel Regno Unito?
    4. Unirsi all’EMU avrebbe un impatto positivo sulla competitività del settore finanziario inglese?
    5. Unirsi all’EMU sarebbe utile per promuovere la stabilità e la crescita dell’occupazione?

     
    Sebbene vengano riconosciuti i vantaggi che l’Euro potrebbe portare in termini di trasparenza, stabilità e abbassamento dei costi per le imprese nel commerciare all’estero, l’Inghilterra manifesta ancora diversi dubbi non volendo perdere l’autonomia in politica monetaria, gestita con successo negli ultimi anni dalla Banca centrale di Inghilterra (BoE), che verrebbe meno con l’adesione all’Euro .  Anche grazie al lavoro svolto dalla BoE, il Regno Unito ha attraversato due decenni caratterizzati da una buona crescita, bassa inflazione e bassa  disoccupazione, tuttavia è stato uno dei paesi più colpiti dalla crisi del 2008.
    La motivazione per cui la crisi si sia sentita così tanto in Inghilterra va ricercata probabilmente nell’enorme deficit della bilancia commerciale, il terzo al mondo, registrato nel 2007.  Il forte incremento dei prezzi del costo delle commodities di quel periodo ha danneggiato non poco l’economia del paese
    Sebbene il Regno Unito sia un esportatore di petrolio ed ha beneficiato dell’aumento del costo del greggio, in realtà è principalmente un importatore soprattutto di prodotti finiti e materie prime, prodotti alimentari inclusi. L’aumento del costo delle importazioni ha avuto un peso notevole aumentando il deficit nel Current Account (differenza tra importazioni ed esportazioni).
    Al disavanzo commerciale si è aggiunta la crisi dei mercati finanziari ed ovviamente, essendo Londra il cuore del capitalismo europeo, l’Inghilterra ha accusato il colpo considerevolmente.  La Banca Centrale è dovuta correre ai ripari annunciando il “Quantitative Easing”, un programma di riacquisto dei titoli di stato da parte della BoE. Il nome è altisonante, in realtà non hanno fatto altro che stampare moneta per fornire sostegno e liquidità ai mercati.  Sebbene questo tipo di interventi abbiano il merito di aiutare a frenare le crisi economiche, il rischio è quello di incorrere in alti tassi disinflazione nel prossimo futuro.
    La BoE ha il compito di mantenere l’inflazione vicina al target del 2%. Come detto in precedenza la Banca centrale ha svolto un ottimo lavoro fino al 2008 rispettando  il target con costanza. Il futuro sembra meno roseo, l’inflazione all’inizio del 2011  è già troppo alta considerando che l’economia non si è ancora ripresa completamente dalla crisi. 
    Un certo livello di inflazione può facilitare la ripresa economica, ma gli operatori di mercato temono che si trasformi in iperinflazione in seguito al QuantitativeEasing.

    EBOOK ANALISI CICLICA

    SCALPATINA POMERIDIANA

    Salve :-),

    oggi pomeriggio ho fatto un pò di scalping e in questo post vi faccio vedere 2 operazioni di acquisto fatte sul time-frame ad 1 min sui cicli veloci , precisamente il 64° del ciclo giornaliero.



    Il primo buy preso a 1.3529 si è attivato in seguito all’incrocio delle 2 medie mobili e anche dal fatto che l’oscillatore ciclico ( in basso ) era sopra lo zero a conferma del fatto che in quel punto con molta probabilità sarebbe dovuto partire un nuovo ciclo e precisamente il 2° quarto di un ciclo giornaliero. Inzialmente ho impostato lo stop-loss a distanza di pochi pips, sotto al minimo precedente e successivamente quando è entrato l’ordine buy pendente, lo stop-loss è stato impostato sull’entry, cosi da annulare il rischio di perdita.

    Il secondo buy a 1.3529 si è attivato con le stesse dinamiche e condizioni dell’ordine precedente, intercettando il 2° sessantaquattresimo di un ciclo giornaliero con stop loss sempre a 1.3501.

    Il target per entrambe le posizioni buy è stato sui punti di pivot, infatti ho preferito chiudere tutto cosi da assicurarmi il gain giornaliero e domani sarà un altro giorno:-)….

    Ciao 🙂