DERIVATI? …


In questo post parlarò di una tipologia di strumenti finanziari di cui probabilmente molti di voi avranno già sentito parlare, soprattutto per la faccenda del Monte dei Paschi di Siena. Partiamo dalla definizione, poi vedremo le forme tecniche più importanti e infine vedremo il loro utilizzo.

I derivati sono strumenti finanziari connessi alla negoziazione e quindi al prezzo di un’attività sottostante di varia natura:
– reale ( merci, materie prime….)
– finanziaria ( azioni,obbligazioni,valute,indici)
– esotici (variabili climatiche, tassi d’inflazione, statistiche          economiche-finanziarie, tariffe di trasporto e chi ne ha più ne metta)
– altro ( tassi d’interesse, rischio di credito…)
 
Come avete visto ci sono tantissime tipologie di derivati che hanno come sottostante di tutto…non puoi comprare un’azione? comprati un derivato…non puoi comprarti materialmente l’oro? comprati il derivato….non puoi comprarti una cosa tangibile? comprati la sua versione “virtuale” e cioè un derivato….:-)
 
Ritorniamo ad essere seri e vediamo quali sono le 3 forme tecniche :
 
 
  1. Forward: sono dei contratti a termine in cui le parti si scambiano una determinata attività ad una data futura e a un prezzo prefissato al momento della stipula. A seconda che siano negoziati o sui mercati regolamentati o su mercati non regolamentati (OTC-over the counter), si distinguono rispettivamente in Future e Forward rate agreement.
  2. Swap: sono dei contratti in cui le parti si impegnano a scambiarsi periodicamente delle somme di denaro, calcolate applicando al capitale nozionale (capitale “virtuale” di riferimento) , due diversi parametri riferiti a due diverse variabili del mercato.
  3. Opzioni: sono dei contratti in cui un operatore acquisisce da un alto operatore la “facoltà” ma non l’obbligo di acquistare (call) o di vendere (put) una determinata attività, ad un prezzo predefinito,ad una data di scadenza prefissata, pagando un prezzo stabilito contrattualmente (premio).
Dopo aver visto le forme tecniche in cui possono presentarsi i derivati, vediamo come vengono utilizzati dai diversi operatori di mercato.
 
I derivati sono nati con lo scopo principale di fornire una forma di assicurazione, ovvero per garantire una forma di copertura per una perdita derivante dai diversi rischi economici e finanziari.
Vi faccio un esempio per capire meglio, vedendo la copertura di un rischio di cambio, cioè il rischio derivante dall’ oscillazione delle valute.
Supponiamo un’azienda italiana che esporta i propri beni in USA, quindi le vendite in USA saranno in dollari mentre i profitti che incasserà l’azienda saranno in euro. L’obiettivo dell’azienda sarà quello di evitare che l’euro si apprezzi eccessivamente nei confronti del dollaro perchè ciò porterebbe, nella conversione da dollari a euro, ad avere una quantità minore di € quindi profitti minori.
 L’azienda esportatrice per coprirsi da questo rischio potrà ricorrere a un derivato valutario, e cioè in questo caso aprirà un’operazione buy  sul cambio €/,$ senza acquistare materialmente la valuta. 
 I derivati oggi vengono utilizzati poco per attuare strategie di copertura ma vengono utilizzate sopratutto per  finalità  speculative, e cioè con lo scopo di realizzare un profitto nel breve termine dalle variazioni dei prezzi in base a precise aspettative ribassiste o rialziste (quello che faccio io:)).
 Ad oggi si stima che i derivati usati come forma di copertura siano il 10%, la restante parte invece viene utilizzata per finalità speculative…giusto o sbagliato?….
 
ciao:-)
 
 P.S. cliccando qui trovate il post precedente che parla di derivati
 
 
 
 
 
 

COME E’ COMPOSTO IL PREZZO DELLA BENZINA?

Ciao :-),
in questo post cercheremo di capire come è composto il prezzo della benzinae e come mai sale,sale…sale…e…..sale:-)
Questa tendenza come al solito è presente soprattutto in Italia, mi spiego meglio, il prezzo della materia prima da cui  si producono i carburanti è l’oro nero,cioè il petrolio, e il suo prezzo è unico in tutto il mondo……
….allora perchè il prezzo della benzina cambia da Paese a Paese? ….
Qui vediamo i prezzi dei carburanti in Europa:
prezzibenzinaEU.jg.jpg
E’ l’Italia dove sta????……mmm….per 0.01 cent non stiamo al primo posto,mannaggg!….ma guardate il gasolio, vabbè!
Ora vediamo com’è composto il prezzo della benzina :
  1. Costo del prodotto e margine di guadagno (31.33% sul prezzo complessivo);
  2. Accise (cioè tutte le imposte di cui il prodotto è gravato siano esse di carattere locale, regionale o statale e la voce pesa per il 52,00%);
  3. Imposta sul valore aggiunto, IVA, uguale al 21% (la voce pesa, ovviamente, per il 20% rispetto alla somma delle prime due e, pertanto, per il 16,67% sul totale pagato).
Ecco l’elenco delle accise statali :
  • la guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire);
  • la crisi di Suez del 1956 (14 lire);
  • il disastro del Vajont del 1963 (10 lire);
  • l’alluvione di Firenze del 1966 (10 lire);
  • il terremoto del Belice del 1968 (10 lire);
  • il terremoto del Friuli del 1976 (99 lire);
  • il terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire);
  • la missione in Libano del 1983 (205 lire);
  • la missione in Bosnia del 1996 (22 lire);
  • il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire).
  • 0,0073 Euro in attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali.
  • 0,040 Euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
  • 0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011.
  • 0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” (Manovra Monti) del governo Monti.
  • 0,02 euro per far fronte al terremoto dell’Emilia del 2012.
  • E…..E BAST! 🙂
Chi ne ha più ne metta!…
Quindi il 50% del prezzo di un pieno di benzina va nelle casse dello stato .Noi , nel 2012 continuiamo a pagare guerre e alluvioni strafinite….
…mancava solo che ci fossero delle accise per le guerre puniche :-)..
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Riflettete!
Ciao:-)

KILLER ECONOMICO : CHI E’?

In questo video viene riportata la confessione di un ex sicario dell’economia che spiega quale era il suo compito.
Il killer economico ha il compito di identificare un paese ricco di risorse come il petrolio, dopo di che  fanno prestare enormi quantità di soldi dalla banca centrale mondiale, ma in realtà il denaro non arriva alla popolazione ma a società private per avviare progetti per infrastrutture di cui beneficiano solo una cerchia ristretta……….
Buona visione 🙂
 
 

MONETA = DEBITO = INFLAZIONE = POVERI NOI!

 
Questo video spiega il funzionamento del sistema monetario, quindi in che modo e perchè viene creata la moneta, quali sono le conseguenze sulla nostra vita quotidiana. Un sistema basato sulla fiducia, un sistema intrinsecamente inflazionistico in cui è IMPOSSIBILE azzerare il debito pubblico.
P.S. Nel video la percentuale della riserva è del 10 % ma ad oggi è passata al 2 %, con un’ultima diminuzione all’1% apportata nel dicembre del 2011.
Quindi attualmente la riserva è dell’1%
Io deposito in banca  €10000 E LA BANCA E’ TENUTA A CONSERVARE L’1%,CIOE’ 100 E GLI ALTRI 9900 LI PRESTA,ahahahah…

MERCATI: DICOTOMIA EUFORIA-DEPRESSIONE

I mercati finanziari rappresentano il luogo dove avviene l’incontro tra domanda e offerta ,quindi, può essere considerato l’insieme delle persone che realizzano le operazioni finanziarie.
 
Da questa premessa possiamo dedurre che la responsabilità delle oscillazioni dei prezzi è una questione umana e i sofisticati algoritmi che oggi la tecnologia mette a disposizione sono un ausilio.
Il mercato ha veri e propri stati d’animo e al pari di un essere umano è verosimile registrarne i sentimenti, infatti è consuetudine parlare di euforia e depressione del  mercato.
 
L’euforia rappresenta il massimo di un ciclo e la depressione il minimo, il punto di equilibrio è l’ottimismo.
Paradossalmente le migliori opportunità si presentano nel punto critico mentre il punto di massimo rischio finanziario corrisponde con il punto massimo del ciclo, durante la fase di euforia.
Lo stato di euforia è paragonabile alla creazione di una bolla, si gonfia,gonfia e poi…..
BOOM!….
Con lo scoppio della bolla, che comporta depressione, si presentano ottime possibilità di acquisto,infatti tutti gli strumenti finanziari sono valutati a prezzi stracciati,ben più bassi del reale valore del sottostante.
 
Questi sono gli stati d’animo cardine dei mercati che determinano un andamento ciclico degli stessi. 
 
Qui sotto riporto dei grafici dove possiamo riscontrare la dicotomia euforia-depressione dei mercati
 
EUFORIA  😎
DEPRESSIONE ;-(

ED ORA IN CHE FASE CI TROVIAMO , EUFORIA O DEPRESSIONE?

ITALIA IN DEFAULT : CONSEGUENZE?

 Lo Stato è come un’azienda,  percepisce delle entrate ( tasse,imposte,emissioni titoli di stato….) e sostiene dei costi ( fornitura servizi pubblici, paga le pensioni, paga i politici….), quando i costi diventano insostenibili e i debiti crescono costantemente, fallisce (dafault). Gli ingredienti per un default sono:

    • debito pubblico elevato
    • disavanzo di bilancio crescente
    • crescita economica latitante da quasi 20 anni
    • perdita di fiducia della finanza nei confronti delle banche italiane
    • perdita di credibilità del paese a livello internazionale
    • situazione politica ingessata
    • fughe di cervelli e aziende all’estero

questi ingredienti sono presenti in Italia?… QUALI SONO LE CONSEGUENZE DI UN’EVENTUALE DEFAULT DELL’ITALIA? Sicuramente l’Italia abbandonerebbe l’euro e questo porterebbe :

    • svalutazione della lira, perchè tutti coloro che sono in grado di farlo, trasferirebbero i propri risparmi in banche estere per evitare la conversione forzata nella nuova valuta domestica italiana
    • crisi di liquidità, cioè le banche, in seguito all’ondata di panico generale e di avversione al rischio,eviterebbero di prestare denaro ad altre banche,alle imprese e ai consumatori, innescando una profonda recessione economica
    • riduzione del reddito e del patrimonio dei risparmiatori, perchè la necessità di scarsa liquidità porterebbe ad una vendita generalizzata di attivi liquidi, soprattutto azioni, innescando un’ulteriore discesa dei valori

Tutto questo porterebbe a disordini civili in seguito alla perdita del benessere sociale, che potrebbero trasformarsi in guerre civili e nei casi peggiori, sistemi dittatoriali al fine di reprimere i disordini sociali, come ci insegna la storia. In conclusione,per evitare il default,ritornando alla similitudine con l’azienda, lo stato dovrebbe avviare delle politiche dirette ad incrementare le entrate (stimolare la crescita economica) tenendo sotto controllo i costi (costi pubblici: stipendi politici,sprechi pubblici….) E I GOVERNANTI IN GRADO DI ATTUARE QUESTE POLITICHE DOVE STANNO?????;-)….

DERIVATI: ASSICURAZIONE O ROULETTE ?

I Derivati o Swap si chiamano cosi , perchè il loro valore deriva da variabili esterne , sono operazioni che di solito si costruiscono su un debito, sul debito si pagano gli interessi che possono variare a seconda dell’andamento dei mercati, e allora la banca di solito ti propone un’assicurazione.
 
Prospettata cosi nessuno dice di no, infatti sono stati piazzati un po ovunque, dalla grande regione, al piccolo comune, al piccolo commerciante e anche alle suore:-).
 
Solo che questa assicurazione invece di tutelarti dai rischi spesso te ne rifila degli altri, infatti il sottoscrittore pensa che sottoscrive una polizza assicurativa ma in realtà sta tirando alla roulette. 
Il sottoscrittore non lo capisce perché sono contratti cosi complessi che dirittura l’ex ministro delle finanze Siniscaldo ha detto: ” io stesso ho difficoltà a leggerli e a capirli”.
Allora figuriamoci il funzionario di un piccolo comune o un carrozziere.
 
Vi segnalo questo interessantissimo servizio televisivo in cui è stato trattato l’argomento
Buona visione 🙂 

 

 

AGENZIE DI RATING : CONFLITTO DI INTERESSI?

COSA SONO
Le agenzie di rating, nate agli inizi del Novecento negli Stati Uniti, analizzano la solidità finanziaria di soggetti quali stati, enti, governi, imprese, banche, assicurazioni.
Le principali agenzie sono tutte statunitensi, le c.d. ” Big Three”:
Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch.(MONOPOLIO STATUNITENSE)
Il rating, che valuta l’entità del rischio di credito, si divide in due principali categorie: il rischio commerciale ed il rischio paese, ma non misura altri tipi di rischi quale il rischio di tasso o di cambio, ecc.
La valutazione della capacità del debitore di far fronte al rimborso del proprio debito finanziario viene fornita ricorrendo ad una scala alfabetica che va da un valore massimo ad uno minimo.
Il rating di breve periodo valuta la solvibilità entro i 12 mesi mentre quello di lungo periodo valuta la solvibilità futura dell’emittente. Ovviamente più è alto il rating, minore è il rischio di investimento.
I simboli con i quali le agenzie di rating esprimono i loro giudizi sono più o meno simili:
    • Moody’s usa per le proprie valutazioni valori da Aaa a C per il lungo termine e per il breve termine da P-1 a NP
    • S&P classifica i rating da un massimo di AAA ad un minimo di D per il lungo termine, mentre per il breve va da A1 a C
  • Fitch ha un rating molto simile a quello di S&P per il lungo periodo, mentre per il breve va da F1 a F3 (categoria di investimento) e da B a D (categoria speculativa).
La categoria investment è quella in cui sono compresi i rating con valutazione superiore a BBB mentre negli speculative grade vi sono i rating al di sotto di questa soglia.
Gli specialisti del settore valutano e controllano di continuo le variazioni dei rating. Quando il rating sale, tendendo verso il valore massimo AAA, si parla di upgrade; se le variazioni del rating peggiorano tendendo verso D, si parla di downgrade.
Quando il rating ha un livello qualitativo molto basso viene tenuto sotto stretta osservazione e viene inserito nella “Credit Watch“. I rating presenti in questa lista sono seguiti dalla specificazione positivo (a voler significare che possono risalire la classe di rating) o negativo (per indicare che ci si può attendere un ulteriore downgrade).
Per quanto riguarda, invece, l’analisi di un rating nel medio-lungo periodo si utilizza il termine outlook per indicare la previsione che ne viene fatta e che può essere positiva, negativa e stabile.
Per formulare un rating vengono presi in considerazione parametri:
    • quantitativi – analisi di bilancio per conoscere i dati economico-finanziari utili a valutare la capacità del soggetto preso in esame di far fronte alla copertura del debito e la sua capacità di remunerazione del capitale
  • qualitativi – analisi del settore in cui si opera e valutazione del management.
Attraverso l’uso di questi indicatori, partendo dalla mission fino alla valutazione dell’operato del management, si arriva a conoscere il tipo e il grado di relazioni esistenti tra il soggetto in esame e l’ambiente esterno.
 
LE CRITICHE
Non ci vuole un genio per capire che, le agenzie di rating hanno enormi interessi sul mercato, in cui è evidente la presenza di un conflitto di interessi. Non solo: visto che le Big Three sono le uniche riconosciute negli States,il che significa che di fatto esercitano un ruolo di oligopolio.
Implicitamente, queste agenzie sono state assegnatarie, da parte degli U.S.A. e quindi dei governi di tutto il mondo, di un potere regolatorio: esse sono agenzie votate al profitto e le loro valutazioni possono anche avere secondi fini. Sia nella valutazione delle compagnie private sia in quelle degli Stati: possono, di fatto, esercitare anche un potere per dare segnali politici  o favorire manovre speculatorie.
Non solo. Le agenzie possono sbagliare. O possono entrare a far parte del pacchetto di acquirenti di certe obbligazioni (capita che poco prima un’azienda sia valutata con tre B e diventi una tripla-A subito dopo questa operazione).
Insomma. Le Big Three esercitano, senza ombra di dubbio, un potere parallelo a quello realmente esercitato dai politici democraticamente eletti. Piaccia o meno, e senza stare lì a tirar fuori alcun tipo di teoria complottistica – si tratta di un potere “occulto” solo perché non percepibile in maniera concreta dall’opinione pubblica -, è evidente che “i mercati” controllino in vari settori la politica, potendo esercitare, attraverso le agenzie di rating, una forma di ricatto sui governi di tutto il mondo.
 
Infine, chi partecipa al capitale delle agenzie di rating?, e cioè,chi le controlla?……….
BANCHE D’INVESTIMENTO
MULTINAZIONALI AMERICANE
FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
…..conflitto di interessi?……naaaaaaaaa…….:-)
 
QUESTE SONO LE AGENZIE CHE HANNO TAGLIATO OGGI I TITOLI DI STATO ITALIANI!!!!!!
 
 
 
 

LA FINANZA STRUTTURATA: LINFA DELLA CRISI FINANZIARIA DEL 2008

La finanza strutturata è il risultato di innovazioni finanziarie, come la cartolarizzazione e l’uso di derivati creditizi,introdotte allo scopo di rendere più agevole la complessa operazione di concessione del credito. L’introduzione di queste innovazioni ha portato alla diffusione di prodotti strutturati ,rendendo cosi la finanza molto complessa.
La finanza strutturata è formata prevalentemente da contratti finanziari attraverso il quale, un soggetto ( la banca)  vende un credito che vanta nei confronti di un debitore, ad un investitore attraverso l’emissione di titoli di debito.
In dettaglio, la banca concede un prestito ad un soggetto (il debitore originale), il quale si impegna a ripagare il proprio debito in rate mensili, la banca in questo caso vanta un credito e lo vende ad una ” società veicolo” che pagherà il credito della banca attraverso il ricavato dell’emissione dei titoli all’investitore. I pagamenti delle cedole dei titoli acquistati  dall’investitore dipenderanno dalla solvibilità del debitore originario (che caos! la banca presta a tizio  poi vende il credito a…..ecc…che mal di testa!!:-)..) 
Attraverso questa procedura la banca trasferisce il rischio di credito,derivante dal prestito erogato, sul mercato. 
 
E SE IL DEBITORE ORIGINARIO DOVESSE FALLIRE?
 
La banca in seguito al fallimento del debitore non riscuoterà  la rata mensile e di conseguenza non si potranno più pagare le cedole all’investitore che ha acquistato il titolo, la cui attività sottostante è rappresentata dal credito originario ormai inesigibile.
In teoria, il fallimento del debitore ci può anche stare, fà parte del gioco, ma il discorso cambia quando il debitore originale è potenzialmente “cattivo”, come lo erano i debitori dei mutui sub-prime, al quale le banche  non tenevano in conto minimamente la situazione economica del richiedente, ma a loro interessava solo incassare la commissione derivante dall’operazione di prestito.
Le conseguenze di queste operazioni sono state alla base della crisi dei mutui sub-prime che ha innescato la crisi finanziaria del 2008.
 
Opss! dimenticavo che gli investitori ad acquistare titoli di debitori “cattivi” non erano solamente i privati ma anche grosse istituzioni finanziarie ed assicurative…immaginate le conseguenze!…il fallimento di queste istituzioni era la conseguenza del fatto che, avevano in “pancia” questi titoli tossici che non valevano un fico secco..naturalmente queste istituzioni non potevano fallire e quindi aiuti pubblici a volontà, tanto paga il contribuente pubblico ignaro di tutto, attraverso l’aumento delle tasse….ahahah….che sistema del k…….
 
 

CRISI FINANZIARIA 2007-2008

In questo video conosceremo una delle principali cause che ha innescato la crisi finanziaria del 2007-2008, e cioè i mutui “sub-prime”, mutui concessi dalle banche statunitense alle fasce di popolazione più povere, senza richiedere alcuna garanzia. Tali mutui hanno rappresentato il sottostante di strumenti finanziari molto complessi sul quale le banche d’investimento USA hanno fatto inizialmente un  gran banchetto e successivamente hanno fatto letteralmente indigestione,sia loro sia gli investitori, e naturalmente il povero contribuente che si alza ogni mattina a lavorare e non sà lontanamente cosa siano tali prodotti, il tutto facilitato da una inadeguata regolamentazione del settore finanziario.
Vi segnalo questo interessante video caricato su you tube
Buona visione:-)